Sono io che me ne vado - Violetta Bellocchio

Book

Uscita: 28 aprile ’09

Seconda ristampa: 2 luglio ’09

Layla ha ventotto anni, un talento innato per fare del male alla gente e un sacco di lavori spiritualmente degradanti alle spalle. Ma vuole tirare una bella riga sul passato. Nulla a che vedere con pentimenti o rimorsi, solo il desiderio di far perdere le proprie tracce. Abbandonata la metropoli, Layla si trasferisce nell’entroterra della Versilia, dove non ha nessun legame, a parte una casa ereditata anni prima. È il posto giusto per assumere una nuova identità.

La Bambola”: così si chiama la casa, così si chiamerà il bed & breakfast che la ragazza apre pur non avendo alcuna propensione per l’ospitalità: «Io fornisco lenzuola pulite e colazioni sopra il minimo sindacale. Pretendere qualsiasi altra cosa da me è una penosa mancanza di senso comune». Al fianco di Layla spunta Sean, un ragazzo dai capelli rossi e dalla famiglia misteriosa. Assunto come web designer, diventa il tuttofare dell’albergo, un incrocio tra maggiordomo, vittima e migliore amico. I due sembrano nati l’uno per l’altra. Forse lo sono.
La vita quotidiana scorre tra scambi di battute urticanti, ricostruzioni storiche morbose per attrarre clienti o ingannare la noia, visite della più varia umanità, divagazioni su attrici scomparse e passatempi poco innocenti. E a poco a poco viene fuori cosa ha portato Layla sin qui: il rapporto con i genitori separati, le fughe dalla scuola, il passaggio in collegio, le amicizie interrotte, il rifiuto dell’amore. La sua saggezza carica di cinismo lascia trapelare tanti, troppi segreti ben custoditi. E quando il passato bussa alla porta della “Bambola”, chiudendo il cerchio con il presente, un coltello d’argento dalla lama affilata sembra l’unico strumento che serve. Ma forse non basterà più.

Violetta Bellocchio ci offre un romanzo d’esordio di grande maturità, consegnandoci una coppia di personaggi sempre più vivi pagina dopo pagina, fino a una conclusione che sorprende il lettore per la sua geometrica precisione e per la sua naturalezza. Nel panorama italiano contemporaneo emerge una voce nuova, originale, tagliente, che si impone all’orecchio e all’immaginazione ancor prima che alla mente.